Lunghi silenzi impongono importanti riflessioni.

Non ho mai capito perché, ma dopo periodi di grandi entusiasmi per la scrittura il mio metabolismo comincia a remare in senso contrario: silenzio! (grida) stai zitta che è meglio!

…e così non scrivo più.

In genere quando succede davanti a me ho bella chiara e nitida la faccia di Ere, cardellino rumoroso e sempre affaccendato. Mentre la vocina del mio metabolismo diventa insistente, Ere sta facendo un discorso tutto suo che io in realtà sento a spizzichi e bocconi. Poco importa: il senso di ciò che dice è in perfetto accordo con quello che ormai penso anch’io. Leggi il seguito di questo post »

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Pancia di pelo
coda anellata
e baffi. Per l’equilibrio.

Prontuario ambulante de “Quel che ci vuole per vivere”, e aggiungerei specchio delle ombre altrui.
Non devo aggiungere altro, ho ancora troppo da imparare.

A volte, Quel Che Ci VuolE non parla la mia lingua.

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A volte capita. Probabilmente succede proprio perché ce n’è bisogno.
Quando la stangata arriva è come riuscire ad un tratto a mettere a fuoco lì dove non si pensava di poter vedere bene. Io sono miope e quando vedo sfocato mi dico che sono troppo distante e non ci faccio più caso.
Non è un problema, quando e se mi avvicinerò so che vedrò quella cosa così come è nella realtà.
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Per avere le idee più chiare su chi era Bob, o forse, su che cosa erano i suoi occhi.

E per l’ispirazione, questa volta a tratti un po’ più cruda, che come sempre arriva dal passato.

Robert Capa: In Love and War

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Presso Villa Manin di Codroipo, da ottobre fino a gennaio, ci sono in esposizione più di un centinaio di fotografie scattate da Robert Capa. La mostra è stata intitolata “La realtà di fronte”.  Un titolo poco originale ma che indubbiamente coglie il carattere della raccolta. Leggi il seguito di questo post »