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Lo scorso weekend è venuta a trovarmi Cutti. Dopo mesi di programmazione finalmente è riuscita a raggiungermi e abbiamo passato assieme un intero weekend: cosa che non succedeva da almeno due anni.

Cutti è una fenice. Con le sue lunghe ali piumate è in grado di attraversare interi continenti costruendo città, porti e culture, e il giorno dopo volare in picchiata sulla stessa rotta bruciando assieme ad ogni cosa. Nei giorni scorsi l’ho vista dondolare pensierosa contemplando il suo ultimo operato: un lavoro non voluto, un ritorno non voluto, una convivenza non voluta. E lontano, verso l’orizzonte, un desiderio di realizzazione solitario. L’ho capita profondamente, così come si fa quando si sta vivendo lo stesso periodo difficile, ma non è stato necessario consolarla: è stata lei a consolare me. Nonostante lei bruciasse ancora, come una brace mai sopita, dopo aver preso coscienza di una vita troppo lontana dalle proprie aspettative, ha scintillato per due giorni accanto a me impolverandomi con l’oro delle sue ali.

Ho ritrovato il buonumore, la voglia di sorridere per le cose buffe del quotidiano (a ben guardare qualcuna ce n’è sempre), la voglia di trovare nuovi stimoli creativi e di agghindarmi anche se vado solo a fare la spesa. Quando si passa troppo tempo a pensare alle proprie fatiche si rischia di dimenticare che ripartire da sé stessi è il primo modo per aiutarsi a non perdere lucidità. Ed essere lucidi aiuta a riconoscere sempre la differenza tra quella che è la realtà dei fatti e quello che noi pensiamo sia la nostra condizione rispetto a quella degli altri (vera fucina di false aspettative).

Contro tutto questo, Cutti risplende sempre e mi ricorda quanto siano grandi le mie fortune, e quanto poco io stia lavorando per farle proliferare. Quindi bando alla pigrizia e alla voglia di infilarsi a letto e spegnere la luce fino all’arrivo di una nuova era geologica: bisogna adoperarsi per il proprio benessere, e bisogna farlo ora!

Comincio immergendomi nell’ultimo acquisto che abbiamo fatto assieme: il numero X de “La Donna”, mensile di moda datato Maggio 1932. Comprato per tre euro ad un mercatino dell’antiquariato è una goduria per gli occhi: lo stile linguistico,  l’impaginazione, le modelle e gli abiti dell’epoca hanno un fascino irresistibile. Anche Cutti non ha resistito e da grande appassionata di moda se n’è comprati altri tre numeri, uno più bello dell’altro.

Per una lettrice come me il vero piacere è accarezzare con gli occhi una prosa che ti sprona ad aspirare all’eleganza, negli abiti e nell’anima:

Contributo alla grazia: sciarpe, fiori ed altre cose.

La semplicità della linea di moda non esclude tuttavia la varietà. La moda estiva si annuncia con un complesso così imponente di ricerche e di realizzazioni da evitare il rischio di una standardizzazione che impone, come avvenne qualche volta in passato, un “tipo” particolare per non stonare con la moda del giorno. Le variazioni intorno ai temi fondamentali sono ora innumerevoli. Nella stragrande varietà dei modelli che arricchiscono le singole collezioni, ogni signora potrà quindi trovarne uno che particolarmente le si adatti. […]

La moda, dice un umorista, è l’arte di deviare la logica e di trasgredire con virtù alle necessità dell’economia; è un perpetuo paradosso del quale è inutile fissare le regole, anche perché da un lato pochi sono gli uomini disposti ad osservarle, mentre dall’altro insegnarle alle donne sarebbe come voler pretendere di insegnare agli uccelli la teoria del volo.”

E Cutti la conosce bene, quella teoria. Ne ha fatto un efficacissimo mezzo per accendere i suoi fuochi quando è il momento di dare vita ad un nuovo inizio. Seguendo il suo spiccato istinto per le mescolanze e gli accostamenti colorati domenica sera si è infilata dentro il mio armadio e mi ha insegnato ancora una volta che quando mi vedo brutta, grassa e piena solo di stracci è perché non sto guardando con sufficiente attenzione. In quel grigiume di lane, cotoni, jeans e jersey ha affondato la sua bella testolina uscendosene con degli outfit di tutto rispetto, che mi stanno pure una meraviglia. Ah! Il potere della creatività! E’ tutto, anche quando si tratta di creare da capo sé stessi (cosa che a me capita piuttosto spesso).

Cutti crea sé stessa accendendosi di un nuovo entusiasmo ogni volta che il suo petto sfreccia a raso terra, e lo fa attingendo alla sua passione per la moda, per i piaceri del palato e per quelli dell’amore. Nella sua vita da Fenice instancabile, così piena ma anche così faticosa e solitaria, riesco sempre a vedere una grande luce, un’energia che irradia e che sento anche a chilometri di distanza. Il suo amore per la vita è contagioso e illuminante. E’ per me il respiro fresco del mattino.