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Questa volta è stato un po’ come a Natale. Sai che qualcosa di bello sta per arrivare e te ne stai a fissare l’orologio e la finestra con una grande impazienza.

Anche se a Babbo Natale non assomiglia proprio, questa volta Mr Magic è tornato a casa con un pacchetto che aspettavo da tanto.

Lina è nata quindici giorni dopo di me, per l’esattezza, e da allora nessun’altra distanza di tempo o di spazio sono riuscite mai a separarci. Dalla prima infanzia fino ad oggi non c’è anno della mia vita in cui io non abbia raccolto e conservato un suo ricordo: una sua risata, uno dei suoi sguardi, uno dei suoi gesti e dei suoi modi di dire. Oppure una mia risata, un mio sguardo, gesto o modo di dire ispirato da lei stessa. E’ strano, ma nonostante le nostre somiglianze siano paragonabili a quelle del sale e dello zucchero, quando siamo assieme è come una serratura che scatta, un interruttore che nel buio scintilla, una catena che muove due ruote o nessuna.

Non so di preciso come, ma c’è qualcosa che ci ha sempre legato tanto, fin dalle primissime parole, e così profondamente da diventare un filo rosso lucidissimo e indistruttibile: un umorismo incontrollabile che ci agguanta sempre tutte e due, dal primo istante in cui ci vediamo al secondo dopo l’arrivederci.

La mia pancia ricorda benissimo quanto possa essere impegnativa una giornata con Lina (le risate possono arrivare all’improvviso e durare a lungo, oppure possono essere il casquet dopo un ballo di ironie sottili) e lo sapeva anche questa volta; per questo motivo, sospetto, si è stretta in una morsa per tutta la giornata di attesa.

Quando è arrivata ha aperto la sua valigia, si è tolta le scarpe, e il tempo ha cominciato a fare quello strano scherzo di dilatarsi e concentrarsi ripetutamente, una fisarmonica muta che ho cercato di ignorare fino a domenica, giorno in cui è ripartita.

Inutile dire che i giorni sono volati, sempre troppo pochi… ma per il tempo che si è fermata si è sentita a suo agio, si è sentita a casa, e io non desideravo altro.

Lina, assieme a Cutti e a Co, fa parte di quel ristretto numero di persone che ha il potere di darmi conferme così come di mettermi in discussione. La considero una presenza essenziale e per questo motivo sentivo il bisogno di mostrarle la mia nuova vita.

Come sospettavo, la sua presenza mi ha fatto da specchio in quel modo acuto e inaspettato che appartiene solo ai veri amici, rivelandomi aspetti di me stessa che faccio sempre fatica a mettere a fuoco. Lina li vede bene invece, mi Vede sempre, e così come non capirò mai (davvero!) mi accetta per quello che sono spronandomi così (senza saperlo) a cambiare in meglio.

Mi piace pensare che invecchieremo assieme migliorandoci a vicenda e raccontandoci le nostre quotidianità e i nostri piccoli o grandi eventi con la stessa immutabile familiarità. Penso a quello che in realtà siamo sempre state e che continueremo ad essere l’una per l’altra: dei bacini di memoria biografica, dei testimoni attenti e premurosi delle nostre vite.