image

A volte capita. Probabilmente succede proprio perché ce n’è bisogno.
Quando la stangata arriva è come riuscire ad un tratto a mettere a fuoco lì dove non si pensava di poter vedere bene. Io sono miope e quando vedo sfocato mi dico che sono troppo distante e non ci faccio più caso.
Non è un problema, quando e se mi avvicinerò so che vedrò quella cosa così come è nella realtà.

Quando si tratta di cose del mondo materiale questo principio è elementare nella sua utilità,  ma quando capita di mettere a fuoco un aspetto della propria vita a noi finora sconosciuto, mai visto, allora non si tratta solo di scoprire una parte della realtà. Il fatto di accorgersi di punto in bianco che nella propria vita qualcosa non va non solo mette luce in un punto poco chiaro di noi stessi ma ci spinge a riconsiderare tutto il nostro piccolo mondo conosciuto.
La stangata è arrivata qualche giorno fa, ha sgretolato la superficie, ha superato diverse barriere difensive e ha macerato in profondità quel tanto per darmi modo di realizzare e razionalizzare la situazione: attualmente (e sospetto valga anche per il passato) sono in attesa, in attesa di fare una vita che non ho nessuna garanzia di vedere realizzata.

Boom.

Una volta assorbito il colpo, tutto è diventato più chiaro.

1) Questa attesa è l’origine della mia continua e ostinata insoddisfazione.

2) L’attesa è anche ciò che non mi ha permesso di godere appieno dei momenti importanti che fino ad oggi ho vissuto.

3) Chissà che cosa mi sono persa, cosa mi sto perdendo e cosa rischio di perdere.

Quest’ultimo punto in particolare mi ha quasi stordito, raggelato. Che cosa sto perdendo? Potrei vivere una vita intera aspettando di possedere cose e vivere esperienze invece di godere di ciò che possiedo già e fare cose che realmente posso fare, oggi, domani, appena il sole scalda un po’ di più?
La mia mancanza di concentrazione nel presente può costarmi un prezzo altissimo davanti ad aspettative che non hanno alcun senso di esistere. La mia fantasia alimenta il desiderio e fantasticando allontana, in realtà, ogni concreta possibilità di essere veramente felice. Veramente ovvero ora, adesso, concretamente felice.

Così ora sono sveglia. Presente come mai prima. Raggelata e piena di fretta.