Gli errori di battitura. Di grammatica e sintassi. Rileggere ciò che si è scritto è un’imperativo categorico. Punto.

“Ti sei tagliata i capelli?”, “Sei caduta?”, “Sei dimagrita?”, “Abitiamo vicine e non ti vedo mai…”, “Perché non mi chiami?”…

I vecchi che parlano male dei “giovani” e intanto spintonano, passano avanti alle file, attraversano lontano dalle strisce, non salutano, ti fanno domande molto personali senza conoscerti.

L’odore e il sapore del kren, della cannella e del cocco. Non so perché ma mi si chiude lo stomaco.

I capricci. Divento ancora più dura.

Il caldo estivo. Quello che si appiccica tra la pelle e i vestiti come olio solare, che una doccia non basta, che mi si annebbia la testa e il cuore batte sconnesso.

Le visite senza preavviso.

“E’ solo un bambino”